Coronavirus. Sempre e solo quello. E i malati oncologici?

«Abbiamo ben presenti i loro bisogni e, mi creda, nessuno viene lasciato indietro. C’è una delibera ministeriale che è un messaggio importantissimo per tutti loro. Dice, appunto, che il nostro Paese non li dimentica. Tra l’altro la questione se la pongono assieme a noi anche i colleghi di tutto il mondo».

Quali sono le domande e timori dei malati di tumore all’epoca della pandemia?

Come faccio ad avere il farmaco? Se ritardo nel prenderlo comprometto l’efficacia? Posso contrarre il virus più facilmente ora che sto facendo una terapia anticancro? C’è chi chiede che rischio corre se non fa la visita di controllo, chi ha paura di rinviare cure e interventi chirurgici, chi ha appena avuto una diagnosi di tumore e vorrebbe aiuto immediato perché è spaventato. Sono ansie umanamente comprensibili per chi sta vivendo questo momento storico da paziente oncologico».

«Posso contrarre il virus più facilmente ora che sto facendo una terapia anticancro?»

Il professor Giuseppe Curigliano, da 21 anni allo IEO di Milano: contattiamo i malati, esaminiamo ogni singolo caso, non possiamo fare entrare persone infette qui dentro. Oggi penso a Veronesi, parlerebbe di speranza e direbbe che non si lascia indietro nessuno…L’articolo su Il Corriere>>

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CRACKING CANCER FORUM, PROSPETTIVE E IMPATTI DELLA LOTTA AL CANCRO – NAPOLI 2020, DOPO LA PANDEMIA

2020-03-20T09:14:27+00:00